Che cosa resta da dire?

Come insegnante di sostegno vengo usato spesso dalla scuola per fare supplenze, tappare qualche buco. Non si dovrebbe, ma è così. Siccome non ci sono i soldi per pagare i supplenti, mandano noi del sostegno. Molti miei colleghi considerano quest’ evenienza una perdita di tempo, una forzosa sottrazione al proprio compito di insegnante di sostegno alla classe. E hanno ragione. Dal mio punto di vista però, in questo momento di crisi generalizzata, bisogna fare sostegno prima di tutto alla scuola pubblica, un sistema abbandonato e denutrito. Allora ho imparato a portare sempre con me il computer portatile, così se mi mandano in missione, faccio vedere un video, generalmente d’attualità, e poi segue un dibattito in classe. Mi è successo spesso l’anno scorso di introdurre ai ragazzi il tema dei fenomeni migratori partendo dal documentario Come un uomo sulla terra, di Andrea Segre e Dagmawi Yimer, scritto con la consulenza di Gabriele Del Grande. Il video, adeguatamente preparato e introdotto, è uno strumento prezioso per insegnanti e studenti. Il documentario di Segre e Dag denuncia, per la prima volta sullo schermo -dopo il libro di Del Grande Mamadou va a morire– le morti e le sorti dei migranti attraverso il Sahara. Donne e uomini che diventano facili prede dei traghettatori del deserto, gente senza scrupoli, criminali organizzati che si arricchiscono sulle debolezze di profughi e vittime di guerra. Avrei voluto fare io un film così. Ma, mi sono chiesto, visto che questo film è stato già fatto, che cosa si può dire oggi? Oggi ch’è passata la sbornia elettorale sul tema dei clandestini (ma ritornerà!)? Oggi che si sono spente le luci accecanti della cronaca sulla frontiera lampedusana?

Se tra i compiti di un autore c’è quello di collegare fatti distanti tra loro, c’è sicuramente anche quello di far scorrere i discorsi in modo da portare allo scoperto ciò che non è ancora manifesto. Allora, lavorando alla sceneggiatura con Christian, Federico e Giandomenico, ci siamo chiesti: che cosa resta da dire su Lampedusa che non sia già stato detto? Forse resta da dare la parola ai Lampedusani, testimoni oculari di ciò che è accaduto sul loro “scoglio“ negli ultimi anni, che a dire il vero solo raramente sono stati interpellati dalla stampa nazionale. Questo abbiamo provato a fare con Viaggio a Lampedusa.

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