Comunicato sull’emergenza lampedusana

Da qualche giorno sono ripresi gli sbarchi di migranti a Lampedusa che hanno portato in Europa centinaia di nuovi maghrebini.

Il nostro filo diretto con l’associazione Askavusa di Lampedusa ci permette di avere puntuali, precise e comunque preoccupanti notizie solo in parte riferite dai media nazionali.

In tutta la giornata di ieri giovedì 10 febbraio 2011 sono sbarcati a Lampedusa 635 migranti. Di questi 156 sono stati trasferiti in un albergo dell’isola, 210 sono stati trasferiti con nave e aereo, i rimanenti 269 sono stati costretti a trascorrere la notte all’aperto sul molo Favarolo.

Tra la mezzanotte e le 8:30 di questa mattina, venerdì 11 febbraio 2011, sono arrivati altri 258 migranti che si sono aggiunti agli altri sul molo Favarolo.

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I migranti sbarcati a Lampedusa sono in prevalenza tunisini. Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni in queste ore sta invocando l’aiuto da parte dell’Europa per far fronte a questa che lui chiama un’emergenza umanitaria. Nonostante queste sue dichiarazioni da Lampedusa arrivano alcune smentite e correzioni alle dichiarazioni del Ministro in relazione al Centro di accoglienza dell’isola (CSPA e non CIE come da più parti viene erroneamente chiamato). Infatti il Ministro Maroni dichiara di non voler riaprire il Centro per accogliere questi migranti quando invece da Lampedusa ci riferiscono che il Centro è aperto e funzionante. Queste le parole di Paola La Rosa dell’associazione Askavusa: “La prova che il centro è aperto e funzionante è il fatto che l’assistenza sul molo lo fa Lampedusa Accoglienza, cioè la cooperativa che gestisce il CSPA. Il medico sul molo è quello del centro, i pulmini sono i loro, gli autisti e gli operatori sono i dipendenti della cooperativa, chi dirige è il responsabile del centro, i vestiti e le coperte vengono dal centro, il cibo viene preparato al centro”.

Rimaniamo in costante contatto con l’isola per aiutare a attrarre l’attenzione sull’emergenza lampedusana di queste ore per evitare che si debba arrivare a momenti di tensione come quelli di 2 anni fa prima che le istituzioni intervengano.

Staff di Viaggio a Lampedusa

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